La nostra storia

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“Mio padre Silvano iniziò a lavorare come apprendista presso un laboratorio di pelletteria all’età di 17 anni (nel 1947) perché mio nonno aveva una bottega di barbiere ma a lui non piaceva fare il mestiere del babbo.”

Le origini

Lavorò un po’ di anni in questo laboratorio e poi con grande soddisfazione riuscì ad entrare a lavorare dalla ditta Scuri che all’epoca era una delle migliori pelletterie in Italia. Il lavoro andava alla grande, lavoravano per grosse ditte estere e niente sembrava poter adombrare questo successo, ma un giorno una grossa ditta estera, non saldò l’ordine evaso e dopo qualche mese la ditta fallì. Un mattino i 100 operai della ditta Scuri si trovarono il portone chiuso per sempre, senza preavviso! Iniziò un periodo molto difficile per Silvano che non riusciva a ritrovare un’occupazione perché sulla piazza di Firenze, in seguito alla chiusura della ditta Scuri, c’era più domanda di lavoro che offerta e lui non riuscì a ritrovare niente, era l’anno 1956.

Proprio in quel periodo morì uno zio che aveva in affitto una piccola stanza in Piazza del Mercato Nuovo dove faceva delle riparazioni ad oggetti in pelle, morendo, lasciò a Silvano l’incarico di sistemare e riconsegnare ai legittimi proprietari, tutto quello che c’era nella stanza.

Così iniziò a riparare, borse, cinture e portafogli e a contattare i clienti che si recarono da lui a ritirare l’oggetto riparato e a pagare; questo fu un modo per farsi conoscere e per essere di nuovo autonomo economicamente dai suoi genitori; le persone erano contente di come aveva svolto il lavoro e così continuarono ad andare da lui al bisogno e a mandargli i loro amici. I primi soldi incamerati dalle riparazioni, gli servirono per continuare a pagare l’affitto della stanza che altrimenti avrebbe dovuto lasciare, a comprare una macchina da cucire e una pelle intera, e così riuscì a fare la prima borsa nuova che vendette ad una signora Americana, tutt’oggi ancora nostra cliente, che rimase entusiasta del tipo di lavorazione e iniziò a far “pubblicità” con le sue amiche, cosicché anche loro iniziarono ad andare da lui e ad ordinare le borse secondo le loro esigenze.

Unione e collaborazione

Nel 1957 si sposò con mia mamma Anna Maria con la quale era fidanzato da 7 anni; lei lavorava da anni in una sartoria da uomo, ma al momento che si unirono in matrimonio, decise di andare a lavorare con Silvano. La mamma sapeva già cucire la stoffa, lui le insegnò a cucire la pelle, a scarnire e a tagliare, poi assunsero anche un operaio, le cose iniziarono ad andare bene; il passavoce funzionava e dopo qualche tempo avevano come clienti le più importanti famiglie dell’aristocrazia fiorentina.

Nel 1960 acquistarono l’appartamento al 1° piano in Via del Sole 9 (attuale sede del laboratorio); nel 1967 acquistarono l’appartamento attiguo dove allestirono una deliziosa sala vendita, così i clienti si intrattenevano con piacere oltre che per gli acquisti, anche per fare salotto. Il personale fu incrementato perché a quell’epoca lavoravano anche per diverse ditte e la mole di lavoro da svolgere era consistente. In questa sede iniziarono ad arrivare i primi clienti stranieri provenienti da tutto il Mondo.

Nell’Ottobre del 1983 fu aperto il negozio al n° 37R. In quel periodo iniziai a lavorare come addetta alle vendite un po’ da sola, un po’ con mio padre mentre la mamma continuava ad occuparsi della produzione. Con il negozio il pacchetto clienti iniziò ad aumentare in modo considerevole tanto che nel 1985 anche Alessandro, l’allora mio fidanzato oggi mio marito, iniziò a lavorare con noi.

Cellerini oggi

Nel Gennaio 1989 purtroppo la mamma venne a mancare e nell’Ottobre dello stesso anno fu ampliato il negozio che divenne com’è attualmente.

Con il negozio tanto grande e con la perdita della mamma, abbiamo dovuto assumere personale addetto alla vendita e dividerci i compiti tra me e mio marito, così ho iniziato ad occuparmi in parte della produzione e in parte del commerciale, fino a che, piano, piano ho sempre più collaborato con Silvano fino a sostituirlo in laboratorio, dove adesso svolgo il mio quotidiano lavoro affiancata da tre validi collaboratori con i quali portiamo avanti la produzione manualmente con il metodo che mi hanno insegnato i miei genitori.

Purtroppo anche mio padre è venuto a mancare ma è stato presente fino a pochi mesi prima della sua scomparsa nel ‘suo’ laboratorio e fino in fondo mi ha dato preziosi consigli che mi hanno permesso e mi permettono di portare avanti quest’attività con l’autenticità dell’artigianato che va sempre più a sparire ed è proprio un peccato!

Alessandra Cellerini